Nun ve lamentate!

C’è un detto, a Roma, che recita: ER PIANTO FRUTTA. Di solito questo si dice di persone che stanno sempre a lamentarsi della propria situazione per trarne un vantaggio prevalentemente economico. Ecco allora er piagnone che dice che nun c’ha ‘na lira così tutti a daje ‘na mano; er commerciante che anche se ha fatto grandi incassi dice comunque ‘Aoh, ‘sta settimana nun avemo battuto chiodo!’ per evitare che altri colleghi meno fortunati gliela tirino; e anche i bambini, che quando vogliono qualcosa iniziano a piangere a oltranza, pensando di riuscire ad ottenerla ‘per sfinimento’.

Il pianto dei bambini - Fonte: Pixabay
Il pianto dei bambini – Fonte: Pixabay

Ma c’è una categoria che ai piagnoni di cui vi ho appena parlato je stira i fazzoletti: si tratta di quelli che si lamentano, e sui social si stanno allargando a macchia d’olio. Molti utenti hanno appena postato il classico buongiorno con gli orsetti o le notizie-bufala sulla politica? Molti altri stanno registrando su Facebook la loro posizione al lavoro o in mezzo al traffico? Loro no… loro stanno avanti, alle 6:55 di mattina avevano anticipato tutti, e avevano già scritto  in bacheca cose del tipo: ‘BUONGIORNO? SPERIAMO!’ o ‘BUONGIORNO UN CAZZO!’ o ancora: ‘STAMATTINA E’ INIZIATA MALE, CHISSA’ CHE NON FINISCA PEGGIO!’, in quest’ultimo caso scatenando una pioggia di commenti dei tanti contatti preoccupati che chiedono “ODDIO, COS’E’ SUCCESSO???” e loro: “TI HO SCRITTO IN PVT”.

Ma tutto questo non basta. Mezz’ora dopo comunicano agli amici virtuali e non:

“PINCO PALLINO SI TROVA PRESSO: OSPEDALE SANTO SPIRITO”

E gli altri: “ODDIO, MA ALLORA E’ GRAVE!!!” e loro: “TI SCRIVO IN PVT”.

Nell’arco della giornata mettono in rete un vero e proprio bollettino medico, alternato da lamentele relative alla sfiga che sembra essersi accanita in maniera particolare contro di loro.

Ore 12:00 – Li dimettono dall’ospedale e: “INIZIAMO IL LUNEDI’ CON UNA BRUTTA DISTORSIONE!”;

Ore 13:30 – Finiscono di pranzare e: “LO SAPEVO IO, BERE TROPPA ACQUA GELATA M’HA FATTO VENIRE LA DIARREA! IMODIUM TIME!”

Ore 15:00 – Postano la foto del termometro: “NON C’E’ DUE SENZA TRE! CI MANCAVA PURE LA FEBBRE!!”

Sui social molti amano condividere i propri 'mali' - Fonte: Pixabay
Sui social molti amano condividere i propri ‘mali’ – Fonte: Pixabay

Dalle 15:00 alle 18:00 spariscono dai social, e il web resta perplesso per quest’assenza così prolungata, ma niente paura, intorno alle 18:15 si palesano nuovamente, stavolta a suon di radiografie: ecco perché non avevano dato notizia di sé per ore, erano andati a ritirare i referti!

ORE 18:15 – “FOTOMODELLO PER UN GIORNO!” e giù con le lastre del menisco;

ORE 18:20 – “GLICEMIA ALLE STELLE E TRANSAMINASI ALTE! EH MA QUALCUNO ME LA TIRA!” e via con le analisi del sangue!

ORE 19:00 – Altra foto del termometro, stavolta accompagnato dalla scatola della Tachipirina: “USCIRE CON LA FEBBRE A RITIRARE I REFERTI HA PEGGIORATO LA SITUAZIONE!!!”

Nun ve lamentate - Fonte: Pixabay

Il bello è che scrivono della loro storia clinica come se fosse la cosa più naturale del mondo, e spesso mentre fanno ciò attribuiscono la causa dei loro malanni o a una qualche entità superiore di cui gli altri non sono a conoscenza il cui disegno è accanirsi contro il loro intestino tenue, o alla gente che li conosce e che, secondo loro, ‘gliela tira’, e gliela tira ‘per invidia’ (!)

Fonte: Pixabay

Cari i miei portatori sani de grattate a oltranza: Ma invidia de che?

  • Del fatto che tutti abbiano disattivato le notifiche del vostro account per non ritrovarsi la bacheca intasata di referti che manco una puntata di E.R.?
  • Della  vostra capacità di lamentarvi e fracassare le palle nello stesso tempo con questa storia della sfiga?
  • Di come siete capaci di scatenare una pioggia di scongiuri in tutti i vostri contatti non appena aprono Facebook, della serie una mano sullo smartphone e una a ravanare le parti basse?

Metteteve nei panni de chi ve legge. E nun ve lamentate se poi i vostri amici quanno ve incontrano cambiano strada. Perché potrebbero ave’ paura che, se je dite de anna’ a pijà er caffé, li portate ar bar dell’ospedale. E nun ve lamentate nemmeno se la donna che ve piace nun ve se fila:  ‘na vacanza romantica co’ voi rischierebbe de fassela in day hospital ar San Camillo.

Nun ve lamentate.  Perché, se è vero a volte che er pianto frutta, è altrettanto vero che er lamento rompe er cazzo. E porta pure jella. A voi e all’artri. Dal vivo e in PVT.

S’aribbeccamo.

La Bionda.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...