Gli untori del panico

Il Coronavirus ci è piovuto addosso come una doccia gelata, così, all’improvviso. E noi Italiani, così amiconi, così abituati a baciarci o ad abbracciarci forte anche solo per un saluto, abbiamo dovuto modificare in pochi giorni anche i più piccoli gesti con cui eravamo soliti esprimerci. Poi siamo stati costretti – per un motivo più che giusto, di importanza vitale – a restare chiusi nelle nostre case, ad uscire il meno possibile, se non per cause di evidente necessità. Abbiamo dovuto iniziare a sterilizzarci, ad utilizzare guanti e mascherine andate subito esaurite e in certi casi mercificate a prezzi esorbitanti da commercianti sciacalli – fortunatamente fermati e multati dalla Guardia di Finanza – che hanno pensato bene di approfittare di un momento così delicato per arricchirsi, chiedendo cifre astronomiche per articoli che costano normalmente pochi euro al pezzo in nome di una salute che tutti, in questo momento, abbiamo paura venga messa a repentaglio da questa assurda pandemia.

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C’è poi una categoria di persone che serpeggia in rete, ed è a mio avviso ancor più pericolosa dei commercianti sciacalli, che si sta spandendo a macchia d’olio e poco si può fare per arginarla. Sono quelli che io chiamo gli untori del panico, condivisori seriali di notizie – bufala create ad hoc per alimentare preoccupazioni e dubbi circa la situazione di emergenza che stiamo vivendo. Purtroppo i social, che per certi versi sono utili, hanno il grandissimo difetto di finire spesso in mano a pseudo – analfabeti malati di like, che pensano bene di avere il loro quarto d’ora di celebrità postando news rilasciate da testate giornalistiche fasulle o poco attendibili, contenenti informazioni del tutto false o appositamente modificate per alimentarne la condivisione e prendere soldi dagli sponsor. Una massa di ignoranti che si improvvisano tuttologi; per non parlare dei cosiddetti ‘finti intelligenti’, quelli che per una vita hai creduto avessero un cervello pensante e invece no, erano bravi a mascherare quanto fossero coglioni.

 

 

 

PANIC

E di quelli che, nei gruppi social di quartiere/città, tanto per il gusto di dire la loro si divertono a fare i bastian contrari, i complottisti, i guaritori improvvisati; e ancora di quelli che pensano bene di fotografare e postare la gente che esce, insultandola perché deve stare a casa quando invece questa è uscita per una delle esigenze per le quali è consentito uscire. Tutte queste cose non fanno altro che fomentare il panico, la cattiveria, l’odio, le discussioni, i litigi, che spesso iniziano sui social e a volte continuano anche per la strada. Purtroppo se le persone che condividono spazzatura sono tante, quelle che credono a questa spazzatura sono forse anche di più. E noi Italiani non possiamo permetterci di aggiungere ansia ingiustificata a quella di cui siamo preda in una situazione così delicata.

Sosteniamo invece, moralmente ed economicamente quando possibile, tutti quei medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tutte quelle persone che combattono quotidianamente per fermare il prima possibile il Covid-19 e consentire all’Italia di tornare alla normalità.

E soprattutto, mostriamoci solidali e rispettosi con tutta la gente che lavora nelle strutture rimaste aperte perché di pubblica utilità: manteniamo la distanza di sicurezza, seguiamo il protocollo imposto dal governo, anche loro hanno una vita e una casa dove tornare, anche loro e i loro cari devono avere la tranquillità di restare immuni al contagio, specie se anziani, bambini o immunodepressi.

 

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti ‘sani’ relative al Covid-19 a cui fare affidamento sono disponibili sul sito del Ministero della Salute e su quello del Ministero dell’Interno.

Ci sentiamo presto.

Magari con un post un po’ più divertente, per alleggerire le nostre quarantene.

La Bionda.

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Gli untori del panico

  1. del tutto d’accordo su quello che hai scritto. Questo, ma non solo questo, è il motivo per cui sto alla larga dai social da tempi non sospetti. Io leggo solo quello che ha il crisma dell’ufficialità nper il resto me ne frego.
    Tutti devono fare la loro parte dai cittadini alle istituzioni

    Piace a 1 persona

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