Gli Angeli c’hanno fame!

E’ da qualche giorno che la notizia gira, sia sui social che in tv: gli Angeli di Victoria’s Secret non sfileranno più. Il brand è in crisi, nel mondo hanno chiuso più di 50 punti vendita. Mi spiace davvero per le tante persone che hanno perso il lavoro, specie di questi tempi in cui è sempre più difficile trovare una nuova occupazione dopo il licenziamento, in particolare se non si ha più l’età da stagista; ma il flop, secondo me, era dietro l’angolo. Ai tempi in cui questo marchio era presente solo in America, e in Italia e nel resto del mondo effettuava spedizioni solo a partire da 250 $ (parliamo dei primi anni Duemila), la lingerie che faceva bella mostra di sé nei cataloghi sembrava di altissima qualità: ma il limite minimo di spesa un po’ troppo ‘esoso’ e l’impossibilità di poterla provare la facevano essere un sogno per quasi tutte noi.

Poi i negozi sono approdati anche in Italia, e chi, come me, ha avuto modo di visitarli e ‘toccare con mano’, si è reso conto molto presto che, effettivamente, il rapporto qualità-prezzo non era dei migliori: i tessuti che sulle pagine patinate delle riviste o dei cataloghi sembravano sete e pizzi pregiati (visto anche quello che costavano!) si sono rivelati invece dozzinali, sia per quanto riguarda la biancheria intima che per costumi, pigiami, etc. Tutto fumo e niente arrosto, insomma. Il tutto fumo di uno stipendio bruciato in lingerie, e niente arrosto perché, vista l’esiguità delle taglie, pe entrà dentro a ‘n perizoma de Victoria nun solo te devi scordà l’arrosto, devi proprio smette’ de magna’!

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E qua veniamo al punto.

Il fattore che secondo me ha giocato a sfavore del brand è stato l’impiego di modelle pressoché scheletriche in passerella, che si diceva venissero costrette a una dieta estenuante che prevedeva, nei tre mesi precedenti alla sfilata, l’eliminazione graduale di cibo e bevande fino ad arrivare al digiuno assoluto a due giorni dal debutto della nuova collezione. Un messaggio molto negativo, in tempi in cui si sta facendo di tutto per combattere i crescenti disordini alimentari causati proprio da modelli sbagliati proposti da un certo tipo di tendenze.

Seguo molto la moda, mi piace essere aggiornata sulle ultime novità, guardare le sfilate, e quando un marchio famoso inizia a perdere colpi mi dispiace sempre un po’. Ma in questo caso no: e non condivido assolutamente l’esternazione della giornalista che nel servizio andato in onda di recente al telegiornale ha definito i corpi degli Angeli ‘perfetti’. Lasciar credere che la perfezione sia incarnata da donne alte all’incirca 1,80 con un peso di 48/50 kg è come buttare alle ortiche tutto il lavoro fatto finora da chi ha cervello e buon senso per promuovere il concetto di ‘bellezza inclusiva’. Ma dove hanno studiato queste giornaliste? Ma soprattutto, hanno studiato??

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Massima stima e ammirazione, invece, per l’italiana Intimissimi, che, visto che tutte noi, (alte, basse, magre, grasse, skinny, curvy, oversize e quant’altro), indossiamo biancheria intima/lingerie/costumi da bagno, ha pensato bene di utilizzare per la propria campagna pubblicitaria ragazze e donne di tutti i tipi, ognuna a mio avviso ‘perfetta’ o ‘giusta’ nella sua fisicità.

W le donne. Tutte!

E gli Angeli, fateli magna’, che c’hanno fame, e a forza de fa er diggiuno rischiano de perde’ ‘e piume e lasciacce ‘e penne!

Alla prossima e… bbbon appetito!

La Bionda

7 pensieri riguardo “Gli Angeli c’hanno fame!

  1. gli indumenti devono essere adatti a tutte le donne. Pretendere che siano pelle e ossa con degli stecchini per gamba che sembrano spezzarsi a ogni movimento è pura follia.
    Adesso il brand è sotto accusa perché non protegge le sue modelle dalle molestie sessuali.

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    1. Vero. Tra l’altro alla fine degli anni 90 nelle campagne di intimo, costumi da bagno e calze non venivano impiegate modelle magrissime: le forme al posto giusto facevano risaltare molto di più i capi. E ciò che va assolutamente riveduto secondo me è il fatto che i giornalisti definiscano ‘perfetti’ corpi al limite dell’anoressia. Il brand deve giustamente ed obbligatoriamente proteggere le sue modelle dalle molestie, ma allo stesso modo deve evitare di lanciare messaggi negativi relativamente al concetto di forma fisica. Spero che questo loro flop faccia sì che aprano le porte a tutti i tipi di bellezza producendo capi adatti a tutte le fisicità.

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