La vita ‘perfetta’

Mi sono accorta che, ultimamente, in televisione ma anche sui social, si sta facendo un uso smodato della parola ‘perfetto’. E non mi riferisco soltanto alla forma fisica. Sembra che, improvvisamente, tutto venga etichettato con questo termine: “La serata perfetta” “L’uomo perfetto” “La casa perfetta” e via discorrendo.

Anche la vita.

Come al solito la tv prima e i social oggi hanno avuto un ruolo fondamentale in questa improvvisa corsa alla perfezione: nonostante viviamo in un momento storico in cui finalmente vengono accettati tutti i tipi di diversità, relativamente all’aspetto, alle scelte di vita e ai gusti sessuali di ognuno di noi, da alcuni messaggi che sembrano lanciare i media è come se volessero incasellarci tutti in un modello da loro prestabilito.

Veniamo bombardati di immagini di famiglie da Mulino Bianco (ovviamente non arcobaleno, ci sono i benpensanti!!), sempre felici, sempre al top, come se arrivati a una certa età sposarsi ed avere dei figli sia l’unica cosa giusta da fare. Le cosiddette ‘famiglie perfette’ però, devono seguire un certo iter di vita, e andare almeno una volta l’anno, e tassativamente, al Villaggio di Babbo Natale in inverno, ai vari Eurodisney/Gardaland in primavera, a un parco acquatico a scelta durante l’estate e in autunno a festeggiare Halloween ovviamente nella maniera più costosa che si possa fare (della serie “Mo j’oo faccio vede’ io ar collega mio chi c’ha i sordi!”). Il tutto documentato sui social con album che vanno dalle 35 alle 140 foto che a scorrerle tutte ti viene la sindrome del tunnel carpale.

Negli spot vengono fatti apparire ‘giusti’, ‘fighi’ e quindi anche in questo caso ‘perfetti’ solo i giovani dediti al divertimento e al consumo di alcoolici; in tantissime serie tv la donna ‘perfetta’ beve con le amiche e, spesso, fa sesso occasionale con uomini conosciuti proprio davanti a un calice di vino rosso, uomini che la reputano ‘giusta’ proprio perché ama bere e divertirsi, se poi è scema (o fa la scema) meglio ancora, perché non scalfisce il loro ruolo di maschio alfa.

Credits: Pixabay

Per quanto riguarda poi la perfezione fisica, secondo quanto riportato dai media pare che ci siano solo due tipi di corpo ‘perfetto’:

  • quello scheletrico di certe modelle pelle e ossa, col viso emaciato, che se le avesse viste mi’ nonna l’avrebbe ospitate tre mesi a casa sua pe falle magna’ come si nun ce fosse ‘n domani;
  • quello in stile capodoglio fatto erroneamente – e ipocritamente – passare per ‘Curvy’, con buona pace delle chiattone che sbandierando ai quattro venti questo termine pensano di essere tutte Sabrina Ferilli o si sentono uguali a tutte le altre donne che non calzano una 38.

Una volta ho sentito io stessa una signora XXXL dire a una ragazza tg. 42 “Io non ho una taglia da modella, ma nemmeno tu, quindi siamo sulla stessa barca!”. La ragazza avrebbe potuto risponderle “Una barca che però dalla tua parte affonda e dalla mia no!” ma per educazione non lo ha fatto: le avrebbe potuto dare la risposta ‘perfetta’ ma ha scelto il quieto vivere. Perché alle donne normopeso una chiattona può dire di tutto: che è stupida; che pensa solo all’aspetto; che digiuna anche se non è vero, che si è rifatta anche se non è vero; che è una cattiva madre perché non ha preso troppi chili in gravidanza e se li ha presi li ha persi in poco tempo; che il marito non è attratto da loro perché agli uomini piace affondare nelle curve. (E non mi dite di no, perché un buon 70% lo fa! Ipocrite che non siete altro!!)

Però se una donna normopeso osa dire a una chiattona frasi tipo:

“Magari il bikini non lo prendere bianco e coi laccetti”

“Guarda, forse alla tua fisicità si addice più la tinta unita”

O, se la chiattona stronzeggia:

“A buzzico’!! Ma magna de meno!”

La chiattona è in grado di scatenare, nella vita e sui social, lotte senza esclusione di colpi a suon di battute velenose e post pieni di insulti che in confronto la guerra del Vietnam sembrerebbe una puntata dei Puffi, e iniziare a dire che la perfezione non esiste.

Ed è vero, la perfezione non esiste. Ma se non esiste per quanto riguarda la forma fisica, allora, per favore, evitate di definire ‘perfetta’ qualsiasi persona o situazione che faccia capo a voi, che sia la vostra famiglia, il vostro uomo, i vostri figli, il vostro cane, etc. e con cui tronfiamente vi mostrate superiori, quasi compatendo chi vive (anche felicemente) vite diverse dalla vostra. In caso contrario, dovete essere disposte ad accettare anche una donna con un corpo più bello e armonioso del vostro, che tronfiamente si sente superiore a voi, e quasi vi compatisce perché nonostante vi definiate felici e ‘perfette’, siete e restate sempre delle chiattone.

Come diceva la mia prof di Italiano: O TUTTI, O NESSUNO!

P. S. scherzi a parte, io non sono una fan della perfezione, ma credo profondamente che ognuno di noi abbia diritto di scegliere e di vivere la vita che reputa migliore per sé, e di esserne felice e soddisfatto senza rompere i coglioni a chi vuole vivere diversamente.

Un abbraccio, se beccamo presto.

La Bionda.

 

3 pensieri riguardo “La vita ‘perfetta’

  1. Io da circa 3 anni ho abbandonato facebook, non guardo la tv se non per Caduta Libera, le partite di calcio e il Tg di La7. Non sono iscritta a nessun social, ho solo questo blog e seguo altri blog selezionatissimi. Devo dire che il mio atteggiamento è cambiato: non sono più invidiosa delle altre vite, anzi, mi ritengo più libera, non sono sempre la a mettermi in posa per l’ennesimo selfie in bagno o in macchina con la bocca a culo di gallina (scusa il francesismo). Non cerco più modelli di riferimento, il mio modello sono i miei genitori che ai miei occhi sono sempre stati perfetti. Non guardo più se ho una 42 abbondante, mia mamma avrà una 52 ma io la vedo bellissima perché comunque è curata, si trucca, va dalla parrucchiera, si fa le unghie ed è socievole. Ci vuole anche un compagno che la pensi allo stesso modo e io ho avuto questa fortuna. A volte vediamo la pubblicità del programma della D’Urso e ci guardiamo scuotendo la testa😅 Bisogna vivere la propria vita☺

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  2. Io non sono invidiosa delle altre vite a prescindere. Ti sei tolta dai social perché sentivi il bisogno di competere a suon di selfie nelle pose ‘canoniche’ con persone che ti suscitavano invidia, ma credi che basti? Pensi che basti guardare alla tv solo calcio, Tg e quiz in cui non ci sono belle donne per sentirti meglio con te stessa? Allora se tu vai al mare, scegli solo una spiaggia dove ci sono ragazze più brutte o più grasse di te? Scusa se te lo dico ma così facendo rischi di non uscire più di casa! A mio avviso dovresti lavorare su te stessa, sul tuo senso di inadeguatezza che probabilmente ti porti dietro da anni, ed imparare ad accettare che nella vita c’è e ci sarà sempre chi è più bello, più ricco o più fortunato di noi. Credo fermamente che l’invidia sia una malattia, e come tale va curata. Anche da un bravo analista, se necessario.

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  3. il perfetto fa rima con per sempre. Due ossimori che fanno ridere come argutamente hai scritto.
    La perfezione non esiste e non esisterà mai. L’uomo è l’essere più imperfetto che esita.

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