L’otto m’arzo e me ne vado

Sono sempre stata allergica alla mimosa, ma non a livello simbolico. L’odore di questa bella pianta gialla fin da piccola mi ha sempre dato la nausea, tanto che la prima settimana di marzo, quando in occasione della festa della donna i fiorai iniziano a mettere in mostra le mimose da regalare, mi viene un mal di testa colossale e mi lacrimano gli occhi, disturbi che rientrano non appena termina la ‘sfuriata floreale’. E questa cosa mi dispiace, perché ricevere fiori è sempre una bella cosa, ma tutte le volte che qualcuno mi ha regalato un mazzolino di mimose ne ho scontato le conseguenze per diversi giorni a venire.

Come tutti sanno la mimosa è l’emblema della Festa della Donna: significa forza e femminilità, e divenne il fiore ufficiale dell’8 marzo quando Teresa Mattei, parlamentare comunista, lo scelse perché venisse offerto alle donne in questa giornata. Fin qua, nulla di strano. Poi, naturalmente, arrivarono i social, e con essi tutte le più grandi rotture di coglioni della storia. Perché tutte le persone che hanno la brillante idea di crearsi un account si arrogano il diritto di dire la propria anche quando non ne hanno le competenze, o di giocare a fare sempre e comunque il bastian contrario. Già prima che Zuckerberg ci intrappolasse nel tunnel di Facebook circolavano slogan della serie: ‘La festa delle donne è tutti i giorni’, ma adesso i social li hanno amplificati, e già dai primi di marzo, esaurita la scia pseudo-romantica di San Valentino, molti dei nostri contatti ci stanno polverizzando le palle con l’8 marzo.

Fonte: Pixabay
Fonte: Pixabay

Quasi sempre sono donne e si dividono in varie fazioni:

  1. Quelle che dicono che la donna va festeggiata sempre;
  2. Quelle che “Io l’8 Marzo lo passerò facendo quello che faccio tutti i giorni dell’anno…La DONNA!” (e poi magari festeggiano la serata sbavando davanti a uno spogliarellista);
  3. Quelle che postano il link del rogo della fabbrica avvenuto l’8 marzo e che dopo 6 anni ancora non hanno capito che è una bufala;
  4. Quelle che dicono che l’8 marzo è una festa consumistica, ma poi se er marito nun je porta ‘a mimosa sclerano;
  5. Quelle che: ‘Le donne vanno rispettate!’ e poi se vedono una bella ragazza che magari indossa la minigonna iniziano a dire: ‘poi non ti lamentare se ti violentano, te la sei cercata!’;
  6. Quelle che festeggiano l’8 marzo delle loro gatte, cagnette e quant’altro con tanto di torta con mimosa ma poi crepano di mazzate i figli solo perché hanno la naturale vivacità dei bambini;
  7. Quelle che festeggiano l’8 marzo delle loro gatte, cagnette e quant’altro mettendo i propri figli in secondo piano: ce ne sono tantissime, e a sentir loro, tenere più agli animali che ai figli è una cosa naturale; e certo, se sei una madre del cazzo prima o poi tuo figlio te lo dice, cani e gatti invece non hanno il dono della parola!
Fonte: Pixabay
Fonte: Pixabay

Dopo quasi nov’anni che una sta su Facebook, a ‘na certa gnaafappiù. A rega’, basta coi luoghi comuni, basta co’ tutte le cose dette e ridette, scritte e riscritte… dite che l’8 marzo è ‘na giornata come tutte l’artre? Ecco, datene prova, continuate a posta’ Patrick Dempsey, Cinquanta Sfumature, le foto de quello che cucinate o che ve magnate, l’insulti a chi ve fa sta male, i calzini co’ Hello Kitty, i “Buongiornissimooo… Kaffééé?”, le foto da gnocca e quelle der gatto, ‘e canzoni de Bbiaggioantonacci e d’aa Pausini, ma per favore nun v’accollate. Vivete come ar solito, fatelo cor sorriso, che nun costa gnente e migliora la giornata vostra e de chi ve sta a guarda’.

Siete invece delle fan dell’8 marzo? Allora festeggiatelo, come più vi piace: sui social, andando a manifestare in piazza, ascoltando comizi, in un wine bar con le amiche oppure la sera nei locali a bearvi delle chiappe ben pasciute e muscolose dei ballerini ingaggiati per l’occasione.

Insomma… fate ‘npo comecazzovepare.

Basta che rispettate l’idee dell’artri, e, soprattutto, che nun rompete li cojoni.

Io, da parte mia, l’otto m’arzo e me ne vado. Nciaafaccioppiù a sentivve.

Se beccamo presto.

La Bionda.

 

 

5 pensieri riguardo “L’otto m’arzo e me ne vado

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...