Vade retro Cupido!

Il giorno di San Valentino è uno dei grandi capisaldi del consumismo e del conformismo già dai tempi di Cleopatra: secondo fonti non ufficiali, pare che la bella regina egiziana preferì a Giulio Cesare quel gran bel pezzo de Marc’ Antonio non solo perché lui era 14 anni più giovane (lei per il discorso toy boy stava già avanti), ma dopo che il nobile ed esuberante condottiero nel giorno degli innamorati la invitò a magna’ cacio e pepe a Testaccio.

Secondo la leggenda invece pare che il primo regalo di San Valentino sia stato fatto proprio da San Valentino da Terni, eletto patrono di tutti gli innamorati perché donò una somma considerevole a una fanciulla povera come dote per il suo matrimonio, senza la quale a quei tempi la ragazza non avrebbe mai potuto sposarsi. Un po’ come oggi, quando tu’ socero te da casa pe fatte sposa’ ‘a fija (de solito brutta come ‘na Fiat Duna e simpatica come un calcio nelle palle).

Fonte: Pixabay
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Qualunque sia il motivo che ha mandato questa festa tanto di moda, fatto sta che ogni anno non si fa in tempo a togliere gli addobbi natalizi che ci si ritrova a sorbire un vero e proprio bombardamento mediatico che avvisa che tra poco è San Valentino. Quindi se sotto le feste vi siete intristite e depresse perché ovviamente anche a Natale vi hanno fatto sentire ‘strane’ e ‘porelle’ perché non avete un fidanzato, preparatevi perché nei giorni che precedono il 14 febbraio il vostro caso verrà esaminato (e compatito) nei minimi particolari, tanto che qualche anima pia proverà anche a segnalarlo ai servizi sociali!

Con l’avvento di Facebook e compagnia bella la situazione è peggiorata: tutti ci sentiamo quasi in dovere di condividere quello che facciamo, ma se è DAVVERO quello che ci piace fare trovo che non ci sia nulla di strano. Il problema arriva quando iniziamo a sentirci in dovere di condividere quello che facciamo solo se è uguale a quello che fanno tutti gli altri, e molte volte ciò avviene quando lasciamo che gli altri prendano il sopravvento su di noi. Nel caso della festa degli innamorati la vita di coppia, con annesse foto di momenti, ricordi o uscite pubbliche con il fidanzato. Gli altri iniziano a farci pesare il fatto che siamo single, e prima di prodigarsi ad elencare tutta una serie di cose che si possono fare in due, iniziano con le domande.

Fonte: Pixabay, Bitstrips
Fonte: Pixabay, Bitstrips

La prima, la più gettonata è:

“ANCORA SINGLE? PERCHE’??”

Che cazzo ne so perché, ma io ti ho mai chiesto “ANCORA IN COPPIA? PERCHE’???”

No! e allora fatti un bel pacco di cazzi tuoi.

Che poi a questa gente non gli puoi nemmeno rispondere “Perché sto bene così, grazie” sennò inizia a tampinarti e non se ne esce più. Ecco le varie frasi del cazzo che se non scappi in tempo rischi di andare in ansia anche se stai VERAMENTE bene così:

  1. “Come fai a stare bene così? Guarda che in coppia si sta moooolto meglio!” e giù occhi dolci al cicisbeo che tengono per mano che iniziano a sbaciucchiarsi per farti vedere che ti perdi (eeeh!);
  2. “Adesso stai bene così… ma guarda che il tempo passa… uno invecchia… e la solitudine è brutta eh!?!” (ma cos’è, una minaccia o un anatema?);
  3. “Stai bene così? Nooo! Non ci credo… magari lo dici perché pensi di stare bene così, ma in realtà un fidanzato lo vuoi anche tu… anche per me era la stessa cosa, poi sono andata in analisi ed il mio desiderio di coppia è finalmente uscito fuori… dovresti provare!” (Io in analisi te ce mannerei a te pe’ la cazzata che sei stata capace de sparà!);
  4. “Ma come stai bene così? Quando vedi su Facebook che le tue amiche scrivono IMPEGNATA o FIDANZATA UFFICIALMENTE, vedi le loro foto col fidanzato… non ti senti SOLA o STRANA rispetto a loro?” (Magari mi sentirei strana se per vivere facessi riferimento ai social, ma quella è un’altra storia);
  5. “Ma non è che non ti piacciono gli uomini?” (Mi piacciono eccome, ma gli Uomini, non i testa di cazzo, sarà per questo che al momento sto bene così?)
Fonte: Pixabay
Fonte: Pixabay

E poi tutti i vari:

  • “Ti voglio presentare un mio cugino/amico/zio/nonno”
  • “Perché non vai a Uomini e Donne? Una mia amica ci è andata e si è fidanzata!”
  • “Perché non ti iscrivi a un’agenzia per incontri?”
  • “Mettiti su Tinder, là sicuramente qualcuno trovi” e certo, basta che respiri.

Uno dei tesori più preziosi che abbiamo è la nostra libertà. Di pensare, agire e scegliere quello che più fa per noi senza condizionamenti esterni. Ma credo che la libertà di parola abbia dei limiti. Ognuno di noi può dire ciò che pensa, ci mancherebbe, ma senza mai far pesare le proprie parole come una condanna e senza usarle per esortare gli altri a diventare come noi, imponendogli di aderire a determinati cliché per non essere definiti ‘strani’, ‘pazzi’ o ‘diversi’.

Essere single non è una malattia. E non è una malattia nemmeno essere single a San Valentino. L’amore non si risolve in una cena a lume di candela, un anello di fidanzamento e una scatola di cioccolatini a forma di cuore. Quella è la facciata, dietro la quale possiamo trovare di tutto, anche tanta, tantissima merda mascherata da felicità. L’amore, quello vero, è un po’ come la febbre: non si pianifica a tavolino, non si programma, non te l’aspetti, ma prima o poi capita anche a te. Solo che dalla febbre si spera di guarire al più presto. Dall’amore,  quello che fa per noi e che abbiamo saputo riconoscere tra tante imitazioni riuscite più o meno bene, beh, da quello si spera di non guarire mai. E finché non arriva, meglio soli che male accompagnati.

Buon San Valentino a tutti.

P. S. Dite a Cupido da parte mia de anna’ dall’oculista, perché ultimamente nun c’azzecca ppiù.

S’aribbeccamo presto.

La Bionda

 

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