Caro Vanity Fair

Gentile staff,

il vostro è un gran bel giornale, a cui un paio d’anni fa sono anche stata abbonata perché non volevo perdermene un numero. Belle foto, bei servizi, la moda presentata come fosse una favola. Ora però una cosina ve la devo dire, e riguarda l’articolo uscito un bel po’ di tempo fa su VanityFair.it dal titolo ‘CURVE PERICOLOSE?’. Io sono d’accordo che al giorno d’oggi l’alta moda (come accadde anche ai tempi di Twiggy) considera ‘curvy’ tutte le donne oltre la taglia 38, e questo mi può anche stare bene, si sa che in quel mondo i canoni di ‘bellezza’ sono stati sempre differenti dalla realtà.

Una modella plus-size - Fonte: Pixabay
Una modella plus-size – Fonte: Pixabay

Però non mi piace il fatto che proprio voi facciate facciate due pesi e due misure: avete postato e incensato le foto della modella plus size Candice Huffine a mio parere riducendone un bel po’ le misure  (la maggior parte delle donne ha una circonferenza seno di 96 cm ma non ‘trabocca’ dalle scollature e dai corsetti come questa bella signora), dicendo ‘GAMBE CHILOMETRICHE E SGUARDO SENSUALE; però della strepitosa Scarlett Johansson avete detto che non è molto alta (mt 1,60) e che ha un po’ di cellulite (viene da pensare se ce l’ha Scarlett quanta ne avrà Candice che pesa 90 kg? Ah, già, ma quella è una DONNA VERA!); avete criticato Beyoncé perché spesso si è photoshoppata l’interno coscia (non mi dite che su Candice non ne hanno mai usato neanche un po’!) quando anche gli shooting fatti alla ‘nostra’ modella curvy Elisa D’Ospina sono decisamente ritoccati, specie sull’addome, scatti molto furbescamente tolti dal suo sito per lasciare posto solo a immagini più recenti visto che ora è visibilmente dimagrita. E poi via discorrendo circa le ‘forme burrose’ di Kelly Brook, di Mariah Carey che “…è sempre stata una bellezza curvy (non è vero, guardate le copertine dei  primi album e ditemi voi se era da considerare tale)”, del sedere ‘forte’ della bella J-Lo che a quasi 50 anni è rimasta la ragazzina fresca e in forma degli esordi, mentre avete attribuito ‘forme da pin up’ a donne che hanno almeno una ventina di chili di sovrappeso. Ma avete presente le foto delle pin up anni 50? Sono uguali a quelle di cui parlate voi?

Una pin-up anni 50 - Fonte: Pixabay
Una pin-up anni 50 – Fonte: Pixabay

A me non sembra proprio. Voi forse parlate in questo modo perché siete, in quanto rivista prevalentemente ‘fashion’, un pochino influenzati dall’haute couture. Io sono una persona ‘normale’, e frequentando la gente comune, noto ogni giorno di più che questo vizio di etichettare come CURVY tutte le donne al disopra della 38, fa crescere l’autostima solo alle cosiddette ‘ciccione’, con tutto il rispetto parlando: sì, quelle che prima incolpavano del  loro sovrappeso le cosiddette ‘ossa grosse’ o lo attribuivano alla solita ‘cura di cortisone’. Adesso ostentano una sicurezza in loro stesse un po’ eccessiva (vorrei farvi vedere alcune di loro come sono capaci di conciarsi per andare in giro!), atteggiamento che aiuta loro ma fa venire i complessi a tutte le altre, che improvvisamente si sentono dare della ‘chiattona’, o si sentono dire ‘io e te fisicamente siamo più o meno uguali’ da donne che rasentano l’obesità, perché tanto oramai non ci sono più vie di mezzo, o sei una top model o sei curvy, e come tale devi intristirti ed ammettere insieme a loro di essere grassa e invidiare le modelle e tutte le donne dal fisico scheletrico anche se hai una taglia 42, sei senza cellulite e hai o un bel seno prosperoso o un sederino alto sodo e sporgente, ma soprattutto piaci a te stessa e agli altri.

Piacersi senza essere né una 38 né una 52 - Fonte: Pixabay
Piacersi senza essere né una 38 né una 52 – Fonte: Pixabay

Se è vero che al mondo esistono tanti tipi di bellezza, e se è vero che c’è spazio per tutti, per favore, evitate di criticare le caratteristiche di alcune donne per far sì che altre riescano ad accettare i loro cosiddetti difetti. Una volta, scendete anche tra i comuni mortali, o meglio, spiegate bene certe differenze quando usate dei termini particolari per definire una tipologia di donna. Vi occupate anche del problema dell’anoressia, e questo vi fa onore, ma non vi è mai venuto in mente che un’adolescente (già di per sé insicura perché in una fase della vita molto delicata) che magari indossa una 42 potrebbe cadere vittima di disturbi alimentari perché con quel tipo di taglia già viene definita ‘curvy’?

L'ossessione di alcune donne per i centimetri - Fonte; Pixabay
L’ossessione di alcune donne per i centimetri – Fonte; Pixabay

Non vi è mai venuto in mente che, quando parlate di anoressia o bulimia, spesso tendete a scrivere “Adolescenti che si sottopongono a diete da fame per avere fisici strepitosi e irraggiungibili come quelli delle dive della passerella” o anche “Un red carpet dove tutte le dive hanno indossato taglie da campionario (ovviamente una 36/38)“?Non avete mai pensato che quando cercate di consolare le donne che non si accettano con frasi tipo “Gli piaci così come sei”, “La curva più bella di ogni donna è il sorriso”, “Donna vera”, o “Bellezza autentica” non fate altro che annoverare ogni donna in una determinata categoria, le appiccicate addosso un’etichetta, benché facciate credere tutto il contrario a chi vi legge? Pensateci, di tanto in tanto. A far crescere l’autostima di una persona ci vuole un lavoro immane, a volte nemmeno ci si riesce, ma a farla crollare del tutto e definitivamente basta anche una semplice parola ma detta nel modo sbagliato.

Ci sentiamo presto.

La Bionda.

 

 

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